Sabrina Giannini: la giornalista che il mondo ci invidia

In Italia abbiamo una giornalista che il mondo ci invidia: Sabrina Giannini. Autrice delle più clamorose inchieste di Report, colei che ha sollevato per prima il problema dei veleni presenti nella composizione dell’amalgama dentale, il caso della mucca pazza o dei nostri militari che si sono ammalati a causa delle particelle di uranio impoverito presenti nelle munizioni. Cito solo queste ma le inchieste che hanno fatto tremare i polsi a più di un potente sono davvero tante. Il mondo ce la invidia, sì. Tra gli innumerevoli Premi e riconoscimenti prestigiosi annoverati nella sua carriera da giornalista di inchiesta ha ricevuto anche il premio Banff Rockie Awards (Author of inquiries for Report, since the first edition in 1997. Winner in 2001 with the inquiry ‘Ipocrisia di Stato’ of the prestigious Banff Rockie Awards). Oggi su Raitre è autrice e conduttrice di Indovina Chi Viene A Cena: interviste, inchieste ed indagini su quanto riguarda il cibo. 

 

Noi di Radio 104 abbiamo avuto il privilegio di poterla ospitare sulle nostre frequenze in occasione del suo libro fresco d’uscita La Rivoluzione nel Piatto (Sperling & Kupfer). Nel libro la giornalista si occupa di fare un’analisi articolata, svelando i retroscena dell’industria alimentare, mangimistica e chimica. Non solo frodi alimentari, truffe, sofisticazioni – tutto ciò che devia palesemente dalle regole – ma anche etichette bugiarde, regolamenti internazionali che consentono di superare i limiti delle quantità consentite di additivi potenzialmente tossici o cancerogeni. Verità scomode, come  quella sull’olio di palma e il glifosato. Il libro prova a svelare come la politica giochi sulle quantità, sui livelli “accettabili”, sulle dosi rassicuranti, sull’assenza di prove e la riluttanza a cercarle, sulle discutibili verifiche scientifiche.

Sabrina Giannini fa scattare il campanello d’allarme che ci mette in guardia dalle manipolazioni del cosiddetto green marketing: “Galline allevate a terra, per esempio, non significa sempre che siano libere e nei prati (dovrebbe essere d’obbligo nel biologico), come le immagini sulle confezioni spesso evocano.”
“Allevate a terra” non vuol dire che la gallina razzoli nell’aia. Le galline ovaiole sono stipate in grandi capannoni dove non vedono mai la luce del sole. Lì dentro sono stati creati nidi, posatoi, grattatoi, ma la densità è impressionante. Le galline si beccano tra di loro, a volte accecandosi, ferendosi e anche uccidendosi. Tali disturbi del comportamento sono causati dalla frustrazione per non avere spazio sufficiente per riposare o razzolare. Per evitarlo si mutilano le galline tagliando loro la punta del becco.

Insomma, contro gli interessi di Bigfood e delle “Dieci sorelle”, le multinazionali dell’agroalimentare, serve una rivoluzione dal piatto che parta dalla consapevolezza, “l’unica arma che possono avere milioni di consumatori”. 

Sabrina Giannini è stata intervistata da Chiara Giuria Cortese nella trasmissione This Morning, qui di seguito il podcast per poterla ascoltare:

 

https://www.radio104savonasound.it/sermons/intervista-sabrina-giannini/
 

 

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